Luoghi da visitare - Baglio Cudia Resort

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Luoghi da visitare

Soggiornando al Baglio Cudia è possibile raggiungere le seguenti località turistiche:       


Isola di Mothia
Isole Egadi
Marsala - Nave Punica
Erice
Segesta
Selinunte
San Vito Lo Capo
Riserva dello zingaro


CREDITS

Le foto pubblicate in questa pagina sono di:

Egisto Sani (Giovinetto di Mozia)

BOBOVIEL (Isole Egadi)
Gustavo Caprioli (Castello di Erice)
Maurizio Mori (Tempio di Segesta)
Cristiano Corsini (Tempio di Selinunte)
Roberto Fontana (San Vito Lo Capo)
Davide Restivo (Riserva dello Zingaro)

Baglio Cudia Resort ringrazia per la gentile concessione.

Mothia (pron. Mozia)

Mozia, fondata alla fine dell'VIII sec. a.C., per la sua posizione felice dovuta anche alla vicinanza con l'Africa e punto di transito obbligato per le rotte commerciali verso la Spagna, la Sardegna e l'Italia Centrale, divenne ben presto una delle più floride colonie fenicie del Mediterraneo.

La presenza in Sicilia dei Greci, con cui i Fenici avevano scambi commerciali ma anche contatti non sempre amichevoli, causò guerre che con alterne vicende provocarono infine la distruzione di Mozia ad opera di Dionisio di Siracusa nel 397 a.C. Da allora i superstiti si trasferirono sulla costa siciliana, fondando la città di Lilibeo l'odierna Marsala.
L'isola non rimase però del tutto disabitata come dimostrano numerose evidenze archeologiche riscontrate nel corso degli scavi.

I reperti più significativi degli scavi di Mozia sono esposti nel piccolo Museo Archeologico ivi creato da Giuseppe Whitaker, uomo di raffinata cultura, appassionato studioso di scienze naturali, storia e archeologia, che nei primi anni di questo secolo acquistò l'isola e vi condusse i primi scavi sistematici.
A questo illustre membro di una ricca famiglia inglese che aveva industrie e commerci in Sicilia, si deve il primo fondamentale impulso per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico di Mozia


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Isole Egadi

L'arcipelago delle Egadi comprende tre isole principali, Favignana (la maggiore), Levanzo (la minore) e Marettimo, e due grandi scogli, Maraone e Formica, che emergono dalle acque azzurre del Tirreno, a poche miglia da Trapani, da cui sono facilmente raggiungibili con traghetti e aliscafi.

Le acque limpide e le coste affascinanti, i piccoli rilievi, le baie, le grotte, e poi il particolare richiamo della tonnara (una delle poche superstiti in Sicilia), fanno delle Egadi una apprezzata meta turistica e balneare.

Il toponimo "Egadi" significa "favorevole, propizio", forse in riferimento alla mitezza del clima e alla pescosità del mare. La storia delle Egadi ha origini molto antiche: sono tuttora visibili i segni delle culture dell'età dei metalli.

Abitate sin dalla preistoria e conosciute anche in età classica, queste isole appartennero alla famiglia Pallavicini-Rusconi fino al XIX secolo, quando la proprietà della Tonnara passò ai Florio e poi ai Parodi.


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Marsala - Nave Punica

Il museo della nave punica ha sede in uno stabilimento vinicolo, attivo nel secolo scorso, costituito da vari fabbricati con aperture verso il cortile interno.


Inserito all’interno del parco archeologico di Lilibeo, è stato scelto per la conservazione del relitto della nave punica e per l’esposizione dei reperti archeologici che testimoniano la storia della città dalla preistoria al medioevo.

In una piccola saletta sono esposti alcuni pannelli didattici relativi alla localizzazione geografica del sito, alla storia della città di Lilibeo ed alla sua conformazione urbana.
La grande sala espositiva, con arcate ogivali, era utilizzata originariamente per lo stivaggio delle botti.


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Monte Erice

La cittadina è posta è posta sulla vetta di un monte isolato (Monte Erice), all'estremità nord occidentale della Sicilia, e dista 15 km da Trapani.
A 750 m. sul livello del mare, Erice si trova in una splendida posizione panoramica e nelle giornate limpide è possibile individuare l'Etna all'orizzonte: la città si è affermata ormai come una delle principali mete turistiche siciliane.

Il clima è tipicamente mediterraneo, ma, in considerazione dell'altitudine, è particolarmente freddo in inverno, quando non è insolito che la città e l'intera cima del monte siano avvolti in un fitto strato di nebbia; in estate diventa piacevole, ma è sempre bene portare con sé un maglione.

A Erice ha sede il Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana" che, fondato nel 1963, è un importante catalizzatore di iniziative culturali per la città ed è divenuto negli anni un polo di eccellenza nel campo della ricerca scientifica a livello internazionale.


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Segesta

La più importante città Elimi è ubicata sul Monte Barbaro, a circa 4 Km a Nord-Ovest di Calatafimi, in provincia di Trapani.
Segesta, per la sua posizione geografica, ebbe un ruolo importante nella storia della Sicilia antica, in particolare per il rapporto conflittuale con Selinunte, che desiderava ottenere uno sbocco sul mar Tirreno.

I contatti con il mondo greco si fecero intensi soprattutto nel V sec. a.C., quando la città fu alleata di Atene e la indusse alla spedizione del 415 a.C. contro Siracusa. Nel 397 a.C. fu assediata da Dionisio I, in quanto alleata dei Cartaginesi; fu poi in un primo momento alleata e successivamente distrutta da Agatocle, passando di nuovo dalla parte dei Cartaginesi, mentre agli inizi della prima guerra punica passò ai Romani e fu da costoro trattata con riguardo.

La città sembra declinare progressivamente nel periodo imperiale fino all'abbandono nel VI sec. d.C., ma nel Medioevo vive un'altra fase di occupazione, che le recenti indagini archeologiche hanno dimostrato essere ben più consistente di quanto segnalato dalle fonti letterarie.


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Selinunte

Secondo Tucidide, Selinunte fu fondata verso la metà del VII secolo a.C. da coloni greci provenienti da Megara Iblea. Il sito scelto stava sulla costa del Mar Mediterraneo, tra le due valli fluviali del Belice e del Modione.

La città ebbe una vita breve (circa 200 anni). In questo periodo la sua popolazione crebbe fino a raggiungere le 25.000 unità.

Il nome deriva dal prezzemolo selvatico (
σέλινον in greco) che i coloni vi trovarono in abbondanza.
Una pianta di prezzemolo era raffigurata anche sulle monete coniate più tardi a Selinunte.
La città fu l'avamposto occidentale della cultura greca in Sicilia. Si alleò con Cartagine, soprattutto per assicurarsi protezione contro la vicina città elima di Segesta. Ma dopo la disastrosa campagna di Sicilia degli ateniensi (415 - 413 a.C.) cambiarono gli equilibri: Segesta, prima alleata di Atene, riuscì ad assicurarsi l'alleanza con i cartaginesi.

I selinuntini non avevano colto i segni del cambiamento e distrussero Segesta, che credevano ormai priva di protezione.
La reazione di Cartagine fu drastica: la città venne assediata per nove giorni da un esercito di 100.000 cartaginesi e, secondo Diodoro Siculo, fu distrutta completamente. Su 25.000 abitanti 16.000 morirono e 5.000 furono fatti prigionieri.

Selinunte fu successivamente ricostruita da coloni greci e punici. Nel 250 a.c. Roma, dopo aver vinto la prima guerra punica, distrusse una seconda volta la città, che non si sarebbe più ripresa.


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San Vito Lo Capo

La spiaggia di sabbia bianca e finissima, l’acqua cristallina di un mare dai colori cangianti, l’armonia di colorate piante d’ibisco, oleandri e fiorentissime buganvillee che si mescolano ai profumi di gelsomino e di cous-cous… questa è San Vito Lo Capo!


L’ospitalità sincera degli abitanti, l’accoglienza, la cucina locale che ha fatto del cous-cous il piatto tipico al quale è dedicata ogni anno la manifestazione enogastronomica internazionale "couscous fest" e la cordialità degli operatori turistici che hanno investito improntando le proprie attività ricettive in un turismo di tipo relazionale hanno fatto conoscere ed apprezzare San Vito Lo Capo nel mondo.


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Riserva dello Zingaro

La costa dello Zingaro è uno dei pochissimi tratti di costa della Sicilia non contaminata dalla presenza di una strada litoranea.

Nel 1976 erano già iniziati i lavori per la costruzione della litoranea Scopello-San Vito Lo Capo, ma in seguito ad una serie di iniziative del mondo ambientalista, culminate in una partecipatissima marcia di protesta che ebbe luogo il 18 maggio 1980, l'Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana si impegnò ad espropriare l'area dello Zingaro riconosciuta di grande interesse ambientale.

Con la legge regionale 98/81, venne ufficialmente istituita la riserva, la prima riserva naturale della Sicilia, affidata in gestione all'Azienda Regionale Foreste Demaniali.
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